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                                             Bagnomaria per Pyrocat HDC


 


 

Come ho più volte scritto il mio bagno di elezione per lo sviluppo dei negativi è il Pyrocat HD, e nello specifico la variante Pyrocat HDC a base di Fenidone/Acido Ascorbico in Glicole Propilenico.   Non è difficile farselo in casa anche se lo scioglimento dei vari prodotti nel glicole non è del tutto immediato e questo costringe non solo ad una agitazione piuttosto prolungata ma anche a dover scaldare il glicole.  Si può usare il forno a microonde sempre che se ne abbia uno dedicato a questo scopo (sarà anche un eccesso di prudenza ma eviterei di usare quello della cottura dei cibi se non si è proprio sicuri di quello che si sta facendo), oppure il classico bagnomaria. Cosa da evitare assolutamente è il riscaldamento diretto sulla fiamma.

 

Se si mette insieme il problema “temperatura” con quello “agitazione” ne viene fuori che la cosa migliore sarebbe di utilizzare un agitatore magnetico con funzione di riscaldamento. Una considerazione: quelli di qualità decente sono abbastanza costosi, c’è quindi da valutare se può valerne la pena, se il solo uso è questo e per giunta da farsi poche volte all’anno.

 

Se è possibile preferisco utilizzare prodotti di recente preparazione (comunque non “invecchiati”) ragion per cui di Pyrocat HDC (soluzione A) me ne preparo 100 cc alla volta, che anche se può sembrare poco alla diluizione 1+ 1 + 100 fanno sempre 5 litri di soluzione d’uso.  Per preparare quantità così minime ho trovato un metodo che è semplice, funzionale e soprattutto economico. 

 

In pratica uso un semplice vecchio scaldabiberon che ho trovato in un mercatino dell’usato a pochi euro. Questi oggetti funzionano a bagno d’acqua ed hanno una buona regolazione della temperatura.  L’unico possibile problema è di trovare un contenitore di adatta misura da infilarci dentro…ma va bene anche un bicchiere o un barattolo di vetro.  Lo so non c’è la agitazione automatica, ma a farla a mano è molto semplice, in quanto se si opera ad una temperatura fra i 50/70 gradi (salvo diversa prescrizione della formula in uso) ci vogliono pochi minuti. 

 

Per il controllo della temperatura vanno bene i classici termometri digitali da cucina che si trovano come “cineserie” a pochi euro. Non sono ovviamente precisi, in quanto non è questa la loro funzione, anche se i due che ho in questo range di temperatura sballano solo di 1 o 2  gradi; in pratica un divario ininfluente sia per l’uso che se ne fa che per la temperatura in essere. 

 

Ovviamente questo metodo è utilizzabile per tutti quei bagni che richiedono Glicole Propilenico o TEA.

 

 

scaldabiberon ridotta .jpeg

–  Nello scaldabiberon a sinistra è infilato un misurino da 250cc, e la frecciai indica il piccolo manico che fermandosi sul bordo lo tiene un po sollevato. Questo è comodo in quanto permette di avere all'interno del bagnomaria un po più di acqua che renderà più agevole e costante la termostatazione.  Se si ha un contenitore diverso per tenerlo sollevato basta mettre sul fondo  un qualche cosa che faccia spessore: un piccolo sasso o - come a volte faccio - una pallina  (biglia) di vetro.    Con questa configurazione posso fare fino a 200cc di bagno per volta.

 

–  In quello a destra entra bene un barattolo di vetro (ex marmellata) da 300cc.

 

–  Entrambi hanno un termostato e quindi quando si arriva ad una “certa” temperatura (variabile con l'apposita manopola) il riscaldamento si arresta per riprendere se la temperatura scende. Nonostante questa sicurezza sconsiglio di lasciarlo acceso quando non è in uso o non sorvegliato.