Vetro smerigliato d’emergenza.
Uno dei punti più fragili di una fotocamera in grande formato è il vetro smerigliato che accidentalmente durante i maneggi o il trasporto potrebbe rompersi. Questo è particolarmente grave con i vecchi vetri - che appunto sono in vetro - e un po meno con quelli moderni che sono spesso in materiale “sintetico”, soprattutto per il formato 4x5”.
Se si rompe un vetro se ne compra un’altro e lo si sostituisce, anche se fra trovarlo delle giuste dimensioni e farselo spedire può richiedere parecchio tempo. Non c’è niente da fare e si aspetta a meno che non si sia così previdenti da averne a disposizione uno di riserva. La rottura del vetro potrebbe essere particolarmente spiacevole se si ha un “lavoro” importante da finire, o solo quella macchina da poter utilizzare, o se si è in vacanza o in viaggio.
Sul web si trovano diversi video su come farsi in casa dei vetri smerigliati partendo da una lastra di vetro e della polvere smeriglio, ma richiedono sempre una certa capacità operativa, di avere i prodotti a portata di mano, trovare chi ci taglia il vetro, e avere un minimo di posto adatto per fare l’operazione di smerigliatura. La vedo dura farlo in albergo o in camper.
Ci sono però due metodi molto semplici per farsi da soli un vetro smerigliato provvisorio (ripeto provvisorio) che possono essere alla portata di tutti: sono estremamente economici, e richiedono pochi strumenti e materiali. Certo non lo potete fare se vi trovate in vetta ad un monte o in mezzo al deserto, ma se siete in un paese dove c’è un ferramenta, o meglio un brico center, ci potrete riuscire.
Cosa serve?
Vetro sintetico per cornici. Dovrebbe essere Polimetilmetacrilato (PMMA). Per questa prova ho usato quello che avevo in casa ricavato da una vecchia cornice ed ha uno spessore di 1,5mm.
Un cutter
Un righello
Un ripiano per tagliare in sicurezza.
Con il cutter, e avvalendosi come guida del righello, si taglia a misura il metacrilato. Ovviamente non basta una sola passata, per cui consiglio di partire con una incisione leggera tanto per creare il solco, e poi insistere con altre passate con maggiore pressione. Fatto un solco ben evidente si gira il “vetro”, e anche da questa parte si opera allo stesso modo, facendo coincidere il nuovo taglio con il precedente (non dovrebbe essere difficile considerato che il materiale è trasparente). Ad incisione fatta si porta il “vetro” al bordo del tavolo facendo coincidere il solco con lo spigolo di questo: si tiene premuto bene con la mano sinistra la parte di “vetro” che sta sul tavolo e si appoggia la mano destra sulla parte che sporge; se si da con questa un colpo netto si staccherà in due pezzi. Si consiglia di utilizzare dei guanti protettivi. A taglio finito si tolgono le eventuali sbavature sui bordi facendovi scorrere il dorso o la lama del cutter usato proprio come un raschietto. Viene meglio che se fatto con della carta vetrata.
Una volta ottenuto il “vetro” a misura si può operare in due modi.
- Prima possibilità. Si ricopre il “vetro” con del nastro adesivo traslucido: io uso lo Scotch Magic Tape.
Fine del lavoro. Ricordarsi di montare il “vetro” in sede con la parte ricoperta di nastro all’interno verso l’ottica. È il metodo più semplice ed anche quello che a mio giudizio da i risultati migliori.
- Seconda possibilità. Si appoggia il “vetro” (ovviamente un’altro pezzo) su della carta da giornale, e poi con della tela/carta smeriglio si smeriglia con movimenti circolari tutto il pezzo, avendo cura di inumidire con acqua di tanto in tanto sia la la carta smeriglio che il vetro. La carta smeriglio dovrebbe essere di granitura abbastanza fine tipo una 500, una 1000 o 2000. Si possono anche fare più passaggi: si inizia con quella dal valore di granitura più basso (500) e si prosegue con quella più fine. Il tutto non richiede più di una decina di minuti. Finita l’operazione si lava il vetro e delicatamente lo si asciuga. E lo si monta. Volendo un vetro con una smerigliatura più fine si può lavorare anche con le carte a granitura più fine, ma ci vuole più tempo.
Due avvertenze. La carta smerigliata bagnata può essere fatta agire con un minimo di pressione sul vetro semplicemente tenendola con le dita, ma in questo caso la pressione sarà poco uniforme, in quanto a premere saranno soprattutto i polpastrelli. Meglio avvalersi di un pezzetto di legno che abbia una superficie levigata e piana, oppure di materiale di recupero tipo quei “pressati” plastici da imballaggio…al limite un pezzo di polistirolo espanso.
Seconda avvertenza. Il metacrilato come tanti altri composti che si potrebbero usare (plexiglass?) non è rigido come il vetro, e quindi attenzione quando si fa la messa a fuoco di non appoggiarcisi con troppa pressione con il lentino per non correre il rischio di incurvarlo e andare fuori fuoco. Con il 4x5” non dovrebbero esserci problemi, mentre con l’8x10 si dovrebbe fare molta attenzione.
Non mi è ben chiaro il motivo per cui nella seconda foto c’è una parte centrale fortemente luminosa, ma credo che il motivo sia imputabile ad una smerigliatura piuttosto grossolana.Quello che è strano che questo effetto dal vivo non si percepisce…stranezze dello smartphone. Comunque la nitidezza e il dettaglio per una decente messa a fuoco non mancano.



Non mi è ben chiaro il motivo per cui nella seconda foto c’è una parte centrale fortemente luminosa, ma credo che il motivo sia imputabile ad una smerigliatura piuttosto grossolana.Quello che è strano che questo effetto dal vivo non si percepisce…stranezze dello smartphone. Comunque la nitidezza e il dettaglio per una decente messa a fuoco non mancano.